Descrizione del progetto
“Le misure giustamente assunte dalle autorità stanno avendo un impatto molto pesante per le persone più in difficoltà. Con la chiusura delle scuole, dell’Associazione, ad esempio, i bambini hanno smesso di usufruire della mensa. Per cui chi veniva da noi per attività scolastiche e ludiche; nonché a pranzo da noi, ha dovuto trovare altre situazioni di ripiego. Ma ci sono anche tante nuclei familiari che hanno visto peggiorare la propria condizione economica già al limite della sussistenza. Non possiamo non menzionare gli “invisibili”, colf e badanti, assunte in nero, che hanno perso i loro clienti e ci chiedono un aiuto maggiore”.
L’Associazione ha messo in atto con la massima sollecitudine e la partecipazione dei volontari e dei collaboratori la scuola sussidiaria: “Smart Working”, con la messa in operatività di attività scolastiche a distanza mediante i supporti informatici quali Tablet; Smartphone; computer.
Altresì, il Presidente in piena sinergia con il Consiglio direttivo dell’Associazione ha fatto il punto della situazione che si sta creando a seguito dell’epidemia da Covid-19, e ’Associazione, essendo sentinella del territorio, ha notato l’emergere prepotentemente di una crisi sociale; segnalata in seguito dai vari mezzi di informazione, “una vera bomba sociale sta per esplodere al sud”. Pertanto, è stato lanciato un grido di allarme a cui hanno risposto molte persone di buona volontà con donazioni personali per attivare il confezionamento di pacchi alimentari e beni di prima necessità da distribuire ai bisognosi.
Dalla seconda decade di marzo è iniziato il progetto di solidarietà: “ConDividiamo. Per le famiglie in difficoltà” . Possiamo suddividere le attività operative in due fasi distinte.
La prima fase, è operativa dalla seconda decade di marzo e ha visto operare l’associazione con le somme messe a disposizione dall’Associazione e dalle donazioni ricevute, in tal senso, si è proceduto all’acquisto dei prodotti alimentari e beni di prima necessità da vari distributori del luogo e dallo scorso 20 marzo, con il Camper della solidarietà, si è proceduto con tutte le precauzioni dettate dalle norme del DPCM, alla distribuzione di generi alimentari.
Si sono distribuiti pacchi a circa cinquanta famiglie ma è evidente l’aumento delle richieste, a causa dell’accresciuto fabbisogno delle famiglie registrato dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.
In questa “trincea” sono impegnati collaboratori, operatori e volontari dell’Associazione coordinati dal Presidente che si stanno dando un gran da fare spesso con pochi mezzi. Bisogna esplicitare che gestiscono servizi essenziali per una fascia di popolazione particolarmente debole e quindi occorre ricevere aiuti ad andare avanti, distribuendo a loro mascherine, guanti, insomma tutti i dispositivi per la protezione individuale che sono necessari.
La seconda fase, prevede di estendere la raccolta di fondi soprattutto con il coinvolgimento di Istituzioni e Fondazioni interpellate in merito; già adesso ci sono categorie più colpite: dai senzatetto a chi va avanti con lavori saltuari, a chi svolgeva un lavoro “in nero”. Ma presto, immaginiamo che, arriveranno alla nostra attenzione tutte quelle persone che non potranno usufruire delle misure di protezione che il governo si appresta a mettere in campo. Saranno loro a pagare il costo sociale più salato di questa crisi. Anche se fino ad ora se ne parla ancora poco”: accanto a quello sanitario ce n’è un evidente problema sociale.